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dedicata alla piccola
Aurora
(Parole di Evelina Santangelo.
Musica di Marcello Biondolillo)
«Vai all'Hudson, Liuba, – le han detto.
– Lì la vita ti s'alza di scatto.
Mille grani di luci sugli occhi. E sul ponte, tutta
quanta New York».
Un pugno di soldi. «Un biglietto d’andata».
È volata sino a Battery Park.
«Lì la vita è una guglia incendiata
che impera», le han detto.
E ora è lì, sul battello. Nelle vene,
il gran ritmo
dell'Hudson rosa, una tavola, un cielo.
Può accadere di tutto, se lasci fare al battello
sull'Hudson.
Può accadere di tutto, se lo lasci fare.
Al battello sull'Hudson.
Chiude gli occhi e si fa cullare, Liuba.
Accento polacco.
Si mette a sognare di avere un biglietto per le
sorelle Twin Towers.
La vertigine in gola.
Nel sogno dei sogni ha già dimenticato, Varsavia.
Varsavia.
Dice: – Sono Rose, – e si guarda planare
nella terra dei grandi.
Anche lei col suo metro e cinquanta, anche lei col
suo accento che sbanda.
Può accadere di tutto, se lasci fare al battello
sull'Hudson.
Può accadere di tutto, se lo lasci fare.
Al battello sull'Hudson.
Anche di sparire nel cuore nero di un qualche Harlem.
E scoprire un gran cimitero di vetri e lampioni.
Cimiteri di vetri e lampioni, le luci di Harlem.
Tutte spente e pestate sulle cosce della piccola
Rose-white-honey.
Ha cento diavoli rossi, henné tra i capelli,
la piccola Rose, e non parla.
Sbatte le strade cieche di Harlem e non parla, la
piccola Rose.
Può accadere di tutto, se lasci fare al battello
sull'Hudson.
Può accadere di tutto se lo lasci fare. Al
battello sull'Hudson.
Anche di vomitare, non vedere più niente…
E il tramonto già scivola via, e già
il vomito
scivola via lungo lungo sull'Hudson.
Ancora più rosa. Ancora ancora più
rosa.
Tutto rosa per la piccola Rose, un po' già
americana,
il tramonto sull'Hudson. |
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