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| Il monologo è
liberamente (ma molto liberamente) tratto dal mio
racconto Il criceto, pubblicato nel libro L'occhio
cieco del mondo (I coralli, Einaudi). Gabriele,
che lì era un ragazzino alle prese con un
regalo un po' scomodo, un criceto («un pugno
vivo di peli» che gli rende ancora più
difficile il rapporto con il suo corpo in trasformazione),
qui è ormai un uomo impegnato in un bilancio
che non riguarda soltanto la sua esistenza, ma quella
di tre amici, tre adolescenti come tanti, con i
loro miti e personalissimi dei. Un mondo avventuroso
che continua a far sentire il suo fascino e la sua
forza, nonostante certi cinici colpi di coda della
vita, e che anzi, alla fine, riesce persino a vincerla
ai punti, la vita. |
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