 |
 |
| (2/6) |
 |
quando l'ho vista arrivare
in casa con quattro rotelle in mano, un po' di giornaletti
quasi nuovi e la faccia allegra.
Si è seduta a terra con chiodi, martello
e tutto il resto alle due del pomeriggio. Non mi
manca più niente, adesso, ha mormorato.
Sono le otto di sera e lei è ancora lì,
sul pavimento, a tagliare.
E continuerà per chissà quanto tempo
ancora, perché le lampazze non sono spesse
come il tavolone, ma ce ne vuole lo stesso di forza
a segarle con il coltello da cucina che sembra squagliarsi
nel legno.
Due bacchette tagliate e quattro coltelli finiti
nel catino dell'immondizia. Io dico «Basta,
andiamo a dormire». Lei alza la testa, mi
guarda. Il coltello sguscia fuori dal legno e le
spacca il palmo della mano sinistra.
Mi dispiace moltissimo, mamma.
Ancora lampazze per tutto il giorno e segatura dovunque
dentro la stanza, nelle orecchie, nel naso, a colazione,
a pranzo, a cena. La stoffa annodata tutt'intorno
al palmo di mamma che puzza di sangue e io non so
cosa fare per aiutarla.
Sto zitto per non farla tagliare di nuovo. Leggo.
Ho letto i cinque numeri di Topolino che mi ha portato
ieri mattina. Mancavano solo due, tre pagine, nella
storia delle piramidi, ma la fine no. Una fortuna
che non mancava la fine. C'hai avuto culo di ferro
stavolta, Savino, mi dico, e culo di ferro pure
ad averci una madre in gamba così. Mi viene
da ridere quasi al pensiero di com'è in gamba
mia madre: mi ha trovato persino due numeri di Martin
Mystere, in gamba anche quello, come quasi tutti
d'altronde. Meglio riderci su. E così mi
sono fatto pure un po' di giri del mondo con Martin.
L’ultimo giornaletto me lo conservo qualche
giorno ancora; perché non è così
facile trovarli nei sacchi del riciclaggio della
carta, i giornaletti di Martin, mi dice sempre mia
madre quando torna a casa e io le guardo le mani,
poi gli occhi.
Prendo uno dei primi numeri che mi ha portato, me
lo leggo di nuovo; e ormai le so tutte a memoria
le storie come mia madre, che sa a memoria tutte
le strade del paese e dei dintorni anche. «E
ne sanno di strade più le mie gambe che i
postini e gli ambulanti insieme», mi dice
alcune volte, quando arriva con un sacco pieno di
roba e la faccia di chi ha voglia di parlare un
po'.
Triturare di denti di lama sopra il legno, poi il
pezzo si stacca. «Fatto», dice mamma.
Si asciuga il sudore del collo con la stoffa ormai
appiccicata come carne viva alla mano sinistra.
«Ceniamo, Savino», mi dice. Io alzo
gli occhi dal giornaletto e guardo il lavoro di
mamma. |
 |
| top
<<
2/6 >> |
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
Prima edizione
2000 |
 |
 |
Editore
Einaudi |
 |
 |
Collana
I coralli |
 |
 |
ISBN
880615463X |
 |
 |
Pagine
151 |
 |
 |
Prezzo
€ 9.30 |
|